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La nostra azienda è situata all'interno del Comune di Gualdo Cattaneo che uno dei cinque comuni del "territorio del sagrantino".
La zona storicamente dedita alle coltivazioni a vigneto ed oliveto, importanti sono anche gli oli extravergine prodotti nel territorio, ha avuto la sua massima espansione con la recente affermazione a livello mondiale del Sagrantino di Montefalco e del Montefalco Rosso dovuta oltre che alle indiscusse proprietà organolettiche dell'uvaggio stesso anche all'impegno e bravura di alcuni importanti produttori.
Il turista enograstromico rimarrà affascinato dalla meravigliose colline, dai piccoli ma stupendi centri storici (da ricordare che Bevagna e Montefalco sono 2 dei riconosciuti "borghi più belli d'Italia"), dalla gente e ovviamente dalla cucina umbra caratterizzata da sapori forti ottenuti con cibi poveri e genuini.
 
 
Gualdo Cattaneo
Gualdo Cattaneo "castello arroccato sulle propaggini dei Monti Martani, tra i torrenti Puglia e Attone" si trova tra la valle umbra (quella che va da Foligno a Spoleto) e la valle tiberina (quella delineata dal tratto umbro del Tevere). Circa le origini di questo castello d'antico nome (Gualdum Captaneorum), si indica notoriamente l'anno di fondazione nel 975 ad opera del conte germanico Edoardo Cattaneo.
La cittadina, grazie alla sua posizione geografica, altamente strategica, ebbe, nel corso dei secoli, notevole importanza. Le città di Foligno e Spoleto si mostrarono, di volta in volta, interessate alla sua conquista e se la contesero, con vicende alterne, tra di loro.

Montefalco
Per la sua incantevole posizione geografica, sul vertice di un ameno colle (473 mt.), che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, la città è stata definita “Ringhiera dell’Umbria”. Celebre altresì per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra. Inoltre i suoi santuari rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante, ancora quasi tutta da scoprire, della spiritualità umbra. Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità. Probabile “pago” rurale, conserva memoria in una rara epigrafe del “marone” (magistrato tipico degli antichi umbri). Durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie, di cui permane il ricordo nei toponimi: Assegnano, Camiano, Col Verano, Rignano, Satriano, Vecciano,ecc. Numerosi resti epigrafi e scultorei (museo comunale, chiostro di S. Fortunato, ecc.) testimoniano, nonostante le molte dispersioni, il periodo più antico e meno noto. Nel medioevo l’abitato ebbe il nome di Coccorone. Secondo una tradizione, che nel secolo XVI era definita antica, il toponimo sarebbe derivato da un presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione. Moderni storici, invece, lo fanno discendere dal greco oros (= monte).

Bevagna
Bevagna, l’antica Mevania, sorge ai margini della vasta valle umbra, alle estreme propaggini dei Monti Martani. Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall'età del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri in questa zona. Bevagna, sorta sull'antica via consolare Flaminia, fu prima città umbra e poi il fiorente municipio romano di Mevania, ascritto alla tribù Aemilia. Mevania ricoprì una posizione centrale nella viabilità romana che ne determinò, insieme ai fiorenti scambi commerciali mediante le sue vie fluviali, la floridezza fino al III secolo d.C. Nel 774 entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Dopo il 1000 si costituì in libero Comune tenuto dai Consoli. L'aspetto odierno è sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale, infatti benchè i Romani avessero impostato l' antica Menania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto più a sud.

Castel Ritaldi
Situato sul luogo di un vicus romano, il Comune di Castel Ritaldi nasce dalla fusione di tre borghi medioevali, Colle del Marchese, Castel S.Giovanni e lo stesso Castel Ritaldi, dove nel XI^ secolo normalmente risiedeva un visconte che esercitava poteri amministrativi su un territorio denominato "Normandia" e che comprendeva altri numerosi Castelli di cui alcuni tuttora abitati, altri in parte rovinati. Molti reperti, il più famoso dei quali è la "Lex Lucaria" che regolava il taglio dei boschi sacri al dio Giano, testimoniano che anche in epoca romana il territorio era abitato. Molti frammenti di anfore o di altri manufatti emergono ancora oggi dalle lavorazioni dei campi ed altri sono inseriti nelle mura di edifici e di numerose chiesette disseminate per le colline. Tra il XII^ ed il XV^ secolo tutti i castelli furono coinvolti nelle vicende che videro contrapposti il potere imperiale e quello della Chiesa, fino a quando rimasero definitivamente soggetti a quest'ultimo. Nel 1499 Castel Ritaldi vide la visita di Lucrezia Borgia, all'epoca governatrice di Spoleto che così volle sottolineare la lealtà del castello. Agli inizi del 1600 prese vigore, con la coltivazione dell'olivo, la vita agricola. Numerosi casali, tutti collegati tra loro da una rete di stradine, sorsero in qual periodo e recano, ancora oggi, impressa in qualche elemento dell'edificio, la targa con la data.

Giano dell’Umbria
Giano dell'Umbria è sorta nell'XI secolo nella zona detta "Normandia" per lo stazionamento dei Normanni nell'attacco che questi portarono al Ducato di Spoleto. La cittadina umbra rimane, seppure con alterne vicende, sotto il governo di Spoleto dalla metà del duecento fino all'inizio del XIX sec. mantenendo tuttavia una sua indipendenza ed amministrando un territorio proprio che include anche Montecchio e Castagnola. Il castello, benchè di dimensioni ridotte, ha una complessa struttura fondata sull'unione di due impianti fortificati, organizzato in modo digradante a partire dal vertice urbanistico, dove si innestano il Palazzo Pubblico e la Chiesa di S. Michele Arcangelo, del sec. XIII. Le mura medievali sono conservate e c'è traccia della cinta romana
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